Eccovi l’estratto (si ringrazia Catepol per l’operazione) del servizio sul progetto di Flavia Marzano sulle Native Digitali girato dalla troupe di Neapolis il 19 dicembre in occasione del XMASCamp
L’intera puntata è visionabile sul sito ufficiale della trasmissione qui.
Strano a dirsi ma vero. Esiste unvirusche altro non è quello del passaparola di un consiglio spassionato e preventivo per la propria salute.
Sperimentato che il tam tam del web può avere un megafono molto più potente e stereofonico di qualsiasi altro da piazza, l’iniziativa parte da un blog. Una storia come tante, una testimonianza che non può non lasciare indifferenti se si tratta di una donna che lancia l’allarme e manda un invito aperto e globale a tutte le altre e se un’altra, l’amica, pensa che attraverso un videopost si possa rilanciare una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione contro la contrazione di malattie sessuali.
Per solidarietà, ma più che altro perchè le due amiche in questione hanno ragione da morire e perchè l’invito è rivolto anche a me in quanto donna, non posso che sottoscrivere l’iniziativa e adottare il banner in questo mio spazio personale.
Faccio sempre un po’ di fatica a riprendermi dalle emozioni di belle giornate trascorse in compagnia di bella e piacevole gente.
Come preannunciato, il weekend l’ho trascorso soddisfando ogni mia aspettativa: interviste, contatti, appunti, cambio di città, bella gente e tanto divertimento.
Il RomeCamp08 passerà alla storia come uno dei migliori Camp riusciti, se non il migliore, a dar credito alle voci di chi è assiduo frequentatori di questi raduni.
Per me, è stata occasione di approfondimento di determinati argomenti tra quelli che mi appassionano e quelli che sono necessari conoscere per mantenere alta la qualità della vita di un blogger.
I materiali postati e uploadati in rete testimoniano i momenti dei talk, degli speech e i momenti di ludica ricreatività come il BusCamp08 affittato e offerto da TechLovers per la seconda edizione di FaiQuelCheCazzoTiPareCamp organizzato da Maxime, SenzaStile e la malafemmena della blogosfera italiana la DottoressaDania.
Spero di non averne dimenticato nessuno e se fosse così, segnalatelo nei commenti
Ad ogni modo, ho da precisare che mi è dispiaciuto che non siano potute venire alcune persone come Manfrys e Spespe, Pro-fumo, Samuele Silva, Andrea Beggi, (solo per citarne alcuni) e….
Sarà l’insonnia, sarà la tisana che questa notte non ne vuole sapere di fare effetto.
Sarà il freddo che è tornato ed io che mi sento sempre più bisognosa di ‘calore’ umano, animale, d’atmosfera come un bel camino di montagna.
Sarà che non riesco a non pensare a non analizzare determinaate situazioni e soprattutto a non ignorare i parallelismi che intercorrono tra la fiction e la realtà.
Woody Allen è nelle sale con il suo ultimo film.
C’è chi lo trova lento, chi stucchevole, chi scontato.
Io l’ho trovato attinente alla realtà, al momento che la società dei sentimenti ha sempre vissuto, magari a fasi alterne, e che vive tutt’oggi.
Si sa, paese che vai e cultura che trovi.
La Spagna è civicamente un paese più avanzato.
I matrimoni gay sono ammessi, e dire che è cattolicissima, ed è sempre stata aperta per usi e costumi sessuali.
La norma è il triangolo anche se Renato Zero diceva di “NO”.
La norma è il gruppo, ovvero: più si è e meglio è…
La norma è l’esplorare la trasgressione in tutti i suoi linguaggi.
E’ il must di questi tempi.
L’anormale è chi è monogamo, chi ama la trasgressione all’interno della coppia ma non si è ‘in’, si è ‘out’…”antiquati, democristiani, fascisti, cristallizati in un tempo passato e fuori centro” (qualora la si pensasse diversamente).
Allen ha rappresentato il tutto: normalità e anormalità dei sentimenti, regolarità e trasgressioni della vita di coppia.
Una storia, un racconto, un libro narrato per immagini, suggestioni, odori, colori, architetture, sapori e pietanze che io ho trovato ben fatto e che rivedrei tranquillamente fra qualche settimana con piacere.
Un film che è l’esatta fotografia della dissolutezza e della fragilità dei sentimenti che viviamo.
Un lavoro che parla e fa parlare le voglie della carne, dei sensi, incorniciandoli nel magico scenario di Gaudì o delle case di campagna nella periferia di Barcellona.
E’ una storia che si lascia andare e trasportare e che prende e che porta per mano lo spettatore tra i meandri dell’amicizia, dell’amore, del sesso, della ricerca di un equilibrio interno e psichico, di un ritrovarsi con se stessi e nella società.
E’ un film che mi si è squagliato come un cioccolatino con ripieno cremoso e di cui gusto ancora nell’orecchio l’eco della colonna sonora e le bellissime inquadrature di una città meravigliosa e cosmopolita come Barcellona.
E’ un film che mi ha lasciato il segno di un sorriso triste ed ironico sulle labbra.
E’ un film che mi ha fotografato uno spaccato di vita oltre che immaginario anche reale.
E’ un film che narra l’avventura di tre donne ed un uomo che nel loro intercambiarsi formano, a tratti e insieme, 4 coppie, ognuna delle quali con una caratteristica diversa.
E’ un film che mostra la fantasia erotica più comune: farlo a tre, sia in maniera etero che in maniera omosessuale.
E’ un film che non si nasconde. Ti fa un cenno e t’invita ad ascoltare, i personaggi, la loro storia e te stesso, riflettendo sulle più intime e recondite voglie sessuali e bisogni di amore.
E’ un film che quando giunge all’ultimo fotogramma, ne senti già la mancanza perchè, onestamente sai che quella suggestione d’amore che Vicky e Cristina hanno vissuto, la vorresti vivere anche tu…
La vorrei vivere anche io, ma non solo in un film o per una parentesi di vita, ma tutti i giorni nel quotidiano reale, magari senza rapporti a triangolari… Non amo le mescolanze.
Sono esigente e quella suggestione d’amore mi piacerebbe che non fosse effimera dimensione di un sogno o di una parentesi estiva ma concreta sostanza di una realtà quotidiana e il tutto senza se e senza ma… ma ciò che rimane è la dissolvenza dei bellissimi colori e contorni degli scenari di Barcellona…
Su YouTube troverete una lunga lista di un film bellissimo ma che racconta sì la realtà ma anche il sogno di crude verità…
…che sia tutta colpa d’Alfredo, non ci piove. Non c’è dubbio….
3D version
Live Version
Ma Caro Vasco, che cazzo pretendi?
Il ‘Si’ ci sarebbe stato se il comportamento assunto fosse stato concretamente coerente con le dichiarazioni iniziali di eros, passione, desiderio…insomma, essere capaci di creare l’atmosfera giusta
Vasco, rassegnati, non tutti son capaci di creare le giuste condizioni.
E’ proprio tutta colpa d’Alfredo! Eh, sì! Eh, sì!