…della sospensione…

30 aprile 2008 , 11:50 di siskaceska

…tra il tempo vecchio (fatto di numeri, dolori, malattie, angosce, respiri fievoli e sogni da realizzare) e il tempo nuovo (fatto di numeri in meno, di gestione del tempo e dello spazio diverso, di sogni da realizzare, di meno malanni, di meno angosce, di meno presenze in casa)

Il corpo alla terra e l’anima al cielo.

La Vita prosegue e il pensiero dell’amato rimarrà sempre con noi: nel cuore e nella mente

Riflessioni.
L’Italia al giro di boa.
In queste ore sto immaginando le facce, i volti, le smorfie di tutti i giornalisti che conosco e che non ho avuto ancora il piacere di conoscere.
Me li immagino mentre ponevano la X sul simbolo prediletto.
Me li immagino mentre commentano i risultati elettorali tra una pagina di giornale e l’altra.
Me li immagino tristi, felici, delusi, sorpresi, carichi di energie, stanchi, esausti delle solite manfrine e rimpasti al potere di cui dover poi riportare per dovere e diritto di cronaca.
Penso a loro: ai loro patti e condizioni contrattuali. Penso a chi ha uno stipendio da un giornale o testata di sinistra mentre il proprio cuore batte a destra e viceversa. Penso che, forse, sarebbe più rilassante ricevere lo stipendio dalla stessa parte per cui batte il cuore, però le regole di mercato e il sistema giornalistico parlano di ben altri meccanismi di carriera per stare in una redazione… idonei e non idonei all’etica e talune volte alla moralità e legalità del profilo professionale.
Poi la mia mente vola a 10-15 anni fa e cerca di immaginare quel tempo giornalistico a me ignoto, non vissuto, di cui ho dei rari feedback e linee guide da chi ho avuto modo di conoscere, personaggi a me cari, e che lo ha respirato e si è nutrito di quel tempo: ultime battute della scuola napoletana del buon giornalismo.
Oggi il giornalismo è forse ‘altro’, qualcosa in evoluzione ed ibrido tra il tempo vecchio e quello nuovo.
Poi penso al presente. Penso al locale. Rimango interdetta.
Penso ala sapere come viene trasmesso di generazione in generazione fuori e dentro una redazione.
Penso alle realtà editoriali attuali, alla loro capacità di valorizzazione delle risorse umane.
Penso che anche nel giornalismo vi sia una responsbailità sociale d’impresa che dovrebbe abitare, prima di tutto, nella mente di chi governa l’editoria e le redazioni e poi essere trasferita alle nuove generazioni.
Penso che la formula/paradigma:”Trovarsi al momento giusto nel posto giusto con la persona giusta” abbia un potere superiore a quello magico: si tratterebbe del potere del destino.
Penso che adesso tutti gli equilibri sono confusi: hanno subito scosse sismiche in queste ore, sia a livello psicologico che materiale.
Penso che domani è un altro giorno e che Rossella O’Hara faceva bene a ricordarlo.
Penso che avrei una risposta (o quasi) per tutto. Banale, ma ce l’avrei, nell’attesa di focalizzare la falla del sistema che dovrebbe dare a “Cesare ciò che è di Cesare” e che invece, glielo nega, rinnega e si rifiuta di concedere. Magari la risposta la conosco già ma ammetterla e chiamarla col proprio nome fa male.
Penso all’Art. 21 della Costituzione.
Penso agli Editori.
Penso ai Direttori delle testate giornalistiche
Penso alle scuole di giornalismo ubicate in Italia
Penso a Silvio che è meglio che i giornalisti non li tocca e che magari aiuti le nuove imprese editoriali ad assumerne e non a fallire per poi ritrovarsi in mezzo ad una strada ed esser costretti a ricominciare sempre da capo, ancora una volta.
Penso a Beppe Grillo e al V-Day del 25 Aprile contro i giornalisti.
Penso, per quanto poi non ci sarebbero tutti i torti…lasciateli stare questi poveri giornalsiti che fanno un qualcosa (scrivere della realtà) che è considerato “sempre meglio che lavorare”.
Penso all’Italia, questa povera Italia che va aiutata e neppure poco, ma tanto, tanto assaje.

Penso a Noi…TUTTI: Popolo Italiano.

p.s.: Credo che stasera ho pensato troppo e con tratti megalomani ;)

Il commento che più mi è piaciuto: EZIO MAURO

Le due conferenze

WALTER VELTRONI
e SILVIO BERLUSCONI

L’opinione di EUGENIO SCALFARI

Gli altri videos sono visionabili su Repubblica.it

The winner is… Zio Silvio!

Scusate se è poco…
Insomma, era prevedibile un risultato del genere.

Glielo diamo il beneficio del dubbio, oltre ogni antipatia e simpatia politica, e vediamo se veramente riesce a far meglio, così come ha promesso durante la campagna elettorale, della sinistra, o meglio, di una certa sinistra?

Mea Culpa, Mea culpa, Mea grandissima culpa
bisogna fare senza accusare più nessun altro e condannare, lo stesso, il popolo italiano che in maniera netta ha manifestato il desiderio di un cambio della dirigenza.
Basta con le lamentele, e i musi lunghi, amici!
I due schieramenti hanno cercato di giocare al meglio le loro carte.
Alla fine della partita c’è sempre un vincitore e un vinto.
Nel 2006 Silvio perse. Adesso ha vinto.
Stop.
Bisogna guardare i dati oggettivi e fare l’analisi degli scheletri che ogni partito conserva nel suo armadio.
Due marketing politici diversi messi in campo. Uno dei due ha convinto di più.
Stop.
Sarà l’inizio di una nuova era? Soprattutto per la Campania e Napoli? Staremo a vedere.
Dicono che le intenzioni ci siano
.
Nel frattempo, godiamoci l’inizio di questa ‘nuova’ Italia.

Ci è stato promesso che si sarebbe rialzata…

da Repubblica

…dello stand by…

15 aprile 2008 , 17:54 di siskaceska

Mai capitato che tra un periodo e l’altro della propria vita esistano delle pause, non volontarie ma che pongano in stand by?

Nella mia vita esistono questi periodi che hanno la loro utilità: danno il tempo per riflettere e il giusto respiro per effettuare delle scelte…

…ci sarà tempo per giudicare il risultato delle valutazioni effettuate ;)