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Sanremo 2008. E’ d’obbligo un post sull’argomento, che tiene banco in maniera accesa sui grandi titoli nazionali delle testate giornalistiche da più di una settimana.

Si è conclusa ieri sera la 58° edizione del festival sanremese della canzone made in Italy con un trittico che ha visto sul primo podio uno dei miei preferiti Giò Di Tonno e Lola Ponce ma ha piazzato nelle classifica dei vincitori anche la Anna Tatangelo (Il mio amico) e e Fabrizio Moro (Eppure mi hai cambiato la vita) che tranquillamente potevano stare ad un quarto e quinto posto mentre un Sergio Cammariere (L’amore non si spiega) ed un Eugenio Bennato (Grande Sud) avrebbero dovuto avere molta più giustizia, così come Mietta (Baciami adesso), Little Tony (Non finisce qui).
Bene per i Sonohra.
Fatto sta che a decidere il vero vincitore di questa kermesse sarà il mercato. Termometro di gradimento degli italiani il banco delle vendite e il download da internet.

Come ogni festival che si rispetti, le polemiche non sono mancate. Argomento principe il calo degli ascolti rispetto alle edizioni passate.
Tutti ce ne siamo accorti, almeno noi, da questa parti, e se non ce ne volevamo accorgere, ci sono stati i media che ce lo hanno sottolineato.

Pippo Baudo, si sa è un’istituzione della tv nazional popolare: maestro egregio di conduzione televisiva ma gli anni, credo che anche per lui, abbiano il loro peso. Non basta parrucchino, tintura e cerone per mantenersi lucidi, le cellule invecchiano, nolenti o volenti. Lo scatto di rabbia che ha avuto riguardo agli ascolti purché umano e legittimo ho trovato che sia stata una bella caduta di stile e un insulto ai telespettatori.

Dove sta scritto che solo perché c’è Sanremo (fiore all’occhiello della canzone italiana in tutto il mondo) gli italiani si debbano dimenticare la facoltà dello zapping oppure di preferire altro? E non parlo solo di scelte alternative a Rai Uno sulle quali soffermarsi ma anche di una cena, di una birra con amici, di un’uscita, una discoteca e perché no, magari di concentrarsi a far l’amore piuttosto che vedere la bellissima sfilata degli abiti di Armani, Ferrè, Gucci, Versace sulla Bianca Guaccero e sulla Andrea Osvart.
E non credo che sia un caso che in questo mondo fatto di guerre, odi, razzismi ed intolleranze e ‘monnezza’ di vario genere e qualità, proprio una canzone che parla di amore e passione sia volata sul podio dei vincitori assoluti.

La canzone portata dinanzi al giudizio insindacabile degli italiani ha vinto perché parla del sentimento di quando ci si innamora profondamente e si hanno ancora speranze e sogni da condividere assieme. Insomma, il vincitore assoluto è il popolo dei romanticoni e passionali nazional popolari (”vittime” del Colpo di Fulmine), espressione di voto di chi crede ancora nelle unioni tra uomo e donna e in un progetto di vita comune, o meglio in comune e da condividere e per cui costruire e lottare giorno per giorno.

Tra due belle vallette, che ho trovato genuine e fresche, rispetto ad una Anna Tatangelo che si permette di vestirsi, truccarsi, comportarsi e parlare da quarantenne a soli venti anni, un Piero Chiambretti decisamente brillante e l’originale idea della moltiplicazione dell’Elio delle Storie Tese negli Eli per il Dopo Festival insieme alla graziosa Lucilla, il palco dell’Ariston sarà ancora animato dalle ugole dei nostri compatrioti per la Domenica In di quest’oggi per poi calare il sipario sulla parentesi sanremese e prepararsi ad altro, magari con una conduzione meno jurassica e baudesca perchè fatto un Sanremo già si pensa a quel che verrà e sarà…nel 2009.

Per chi volesse ripercorrere alcune tappe del festival per flash, le vignette a tema di Mauro Biani offrono questa opportunità.
Grazie Mauro, grazie al tuo sense of humour.

da Repubblica.it
da Corriere.it

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