Ci sono equilibri e relazioni tali che benchè il detto dica:”Tutti sono necessari ma nessuno indispendabile”, qualcuno di indispendabile, a mio avviso, c’è quando nel mentre dell’agitazione emotiva per problemi personali, il proprio pc decide di non riconoscere più i programmi installati e di rifiutare l’esistenza di Firefox e Explorer, e si sta preparando un esame “delicato” per tutto ciò che rappresenta e comporta nella mia vita lavorativa.
In questo abbandono, che per carità, è il primo in due anni di una bellissima macchina ASUS A7DB, e nel disordine in cui vivono le mie carte in questo ultimo periodo, capita che non si faccia a tempo a trascrivere tutti i dati e così occorre rivolgersi agli angeli custodi, terreni.
Il mio angelo custode, il primo, lo conoscete tutti perchè è uno che pensa, pensa, pensa a tal punto di andare in overdose di pensieri e il tutto magari mentre sta seduto sul ‘trono’ e l’altro, il secondo, quello imparentato, per ovvie ragioni di sorte e destino, è il regista.
Grazie al primo sono tornata in rete con i primi due blog, questo e quello letterario, grazie al secondo, ne stanno per nascere altri due…

Insomma, questo post nasce dal pronto soccorso che Maxime mi ha fatto su Gtalk nel pomeriggio ma lo prendo come spunto per ringraziare pubblicamente anche Manfrys, per quello che vedrete nei prossimi giorni…

Grazie a voi, miei angeli custodi della mia esistenza in rete…

Grazie di cuore…

…della Web Reputation…

7 marzo 2008 , 11:03 di siskaceska

Domenica sera, la troupe e lo staff di WEB to WEB si appresta, messo il Caso Vespa da parte, ad affrontare un’altra tematica che ogni tanto torna come se fosse un jingle…la “Web Reputation”...

Narcisismo o necessità risulta essere la Web Reputation per un Blogger?
Il quesito di Manfrys è chiaro:
“La reputazione di un Blogger è data dall’esposizione mediatica? Dai BarCamp tenuti o dai numeri di Feedburner?
E’ necessario essere in cima alla classifica di BlogBabel e di un aggregatore di post per avere una reputazione migliore Oppure è solo un narcisismo?”

Accorrete gente, sapete dove trovarci, ne discuteremo insieme in video e nella chat-room.

Web to Web #1

7 marzo 2008 , 10:48 di siskaceska

SirDrakece l’ha fatta! Dalle prove di trasmissione su Mogulus ha estrapolato i concetti più importanti e li ha confezionati come potete vedere per ben 9 minuti.

I miei post correlati al “Caso Vespa” , scaturito dalla puntata del 21 Febbraio, sono:


Blogosfera – Prostituzione – Pedofolia e Pornografia? Quale connessione?

… della rubrica digitale artigianale e dei miei deliri da blogger…
…delle discussioni in rete…

post work in progress
upload in giornata…

http://tbn0.google.com/images?q=tbn:uhIC_U9BjeZ7SM:http://www.theredwoodmotel.com/images/internet.jpg Dalla puntata di Porta a Porta del 21 Febbraio si è sviluppato un dibattito in rete che ha avuto un percorso work in progress fatto di piccole tappe.
Giocando, ma con intenzioni serie, siamo giunti qui e qui mentre fioccano le riflessioni sui vari blog come ad esempio quello di Maxime in merito a cosa sia la Blogosfera e il suo contenuto.


“Perché ho un blog?”
è la domanda che si è posto Gigi Cogo in questo post.
Più volte, la stessa domanda l’ho rivolta a me stessa e la risposta che ne è uscita fuori è stata inaspettata, in parte, quanto oggettiva e veritiera dall’altra; del resto, si tratta di comunicare con sè stessi e capire chi si è e che cosa si vuole dalla vita o che uso si tende a fare o si intenda fare dello strumento che si ha in mano.
Quali modalità? Quali contenuti? Quale relazioni?

Ho un blog personale perché mi piace parlare di me (aspetto egocentrico della questione).
Ho un blog personale perché mi piace raccontare qualcosa di mio al mondo o raccontarlo secondo il mio punto di vista.
Ho un blog personale perché non ho nulla da nascondere in quanto mi comporto in rete così come mi comporto lontana da un modem.
Ho un blog personale perché ho voglia di conoscervi e di farmi conoscere senza impalcature, così come sono, nella vita come ai Bar Camp.
Ho un blog personale perché scrivere mi rende felice, e prendermi in giro, con tutta l’ironia di cui dispongo, mi diverte e mi tiene allegra e su di morale.
Ho un blog personale perché è un mio angolo di mondo, che posso raccontare e che voglio condividere con il mio prossimo.
Ho un blog personale perché grazie alla sua struttura trovano una dimensione le idee, i pensieri, i progetti e le relazioni umane alla luce del sole, invece di tenerle al buio di un cassetto.
Ho un blog personale perché sono una gran chiacchierona e casinista e forse anche un po’ cazzara.
Ho un blog personale perché è uno strumento che permette di raggiungere luoghi e persone e contenuti che non avrei mai pensato di incontrare e conoscere.
Ho un blog personale perché mi piace viaggiare e fare viaggi anche un po’ particolari dentro i fiumi, i torrenti, i laghi ed i mari di internet. Mi piace viaggiare, comodamente, a portata di click (senza nulla togliere al piacere di viaggiare alla vecchia maniera).

Ho un blog di informazione culturale perché sono amante dell’Arte, della Cultura, della Letteratura e dello Spettacolo e poi faccio la giornalista, o almeno ci provo, e vorrei morire tale.

Ho un blog di comunicazione verso gli organi di stampa e addetti ai lavoro, in senso lato e in senso stretto, perché le mansioni di press agent rientrano nell’attività che svolgo normalmente dalla mattina alla sera.

Nasceranno prossimamente altri due blog di natura giornalistica (qui e ) perché le cose che mi interessano sono tante e trovo giusto coltivarle nei giusti orticelli.

Sono una blogger e sono una che scrive e a cui piace comunicare e relazionarsi sempre a cose nuove soddisfando così la sua voglia di apprendere e la sua curiosità innata, e perché no, anche un senso di sfida.

Da due settimane circa sono in corso le prove tecniche di registrazione di WEB a WEB su mogulus.com/manfrys.
Domenica sera, Manfrys mi ha insegnato più o meno ad usare questo broadcasting e il risultato è visionabile qui, in loop.
Gasata dell’esperienza multimediale, sotto la doccia, mi sono venute delle parole, in rima.
Il risultato lo si può “ammirare” qui.
Ovviamente, non ancora saziata, ho filmato altre quattro versioni su You Tube.
Lo so, son ragazzate, e magari anche cazzate di un’eterna bambina, ma che ci volete fare, volevo dare il mio contributo alla giusta causa anche io…giocando e divertendomi insieme a voi.

Son robe da blogosfera e deliri di una blogger… ;-)

Votate i video. Vi piace di più la versione su Mogulus o una delle quattro su You Tube?

A voi l’ardua sentenza…

1). WEB a WEB Jingle Rap

2). WEB a WEB – Spot Jingle Rap

3). WEB a WEB – Spot Version


4.
WEB a WEB – Classic Version

http://www.crispoconfetti.com/Images/products/ext003.jpg

…era lo slogan dei confetti Crispo di qualche decennio fa…questo ricordo è emerso in seguito a piccole coincidenze di incontri e riflessioni.
L’uomo e la donna sono nati per stare assieme. L’uno è la dolce metà dell’altro. L’uno è complementare all’altro. L’uno è l’estensione dell’altro. L’uno è pentola e l’altro è coperchio. L’uno è braccio e l’altro è mente. Sono pezzi di puzzle che s’incastrano perfettamente. Questo è il dato di fatto, anatomico, fisiologico, biologico, esistenziale ma l’incontro dove avviene? Ovunque. E le maggiori possibilità di un’unione salda? Risposta relativa ma sicuramente il lavoro, il luogo di lavoro, considerando che trascorriamo a fare il nostro dovere dalle 8 alle 14 ore al giorno è complice di sviluppo di affinità elettive, emotive e trasporti di vario genere, natura e consistenza,.

http://www.teresaventrone.it/peynet%5Cpeynet07.jpg

Facendo solo un esempio e circostanziando il tutto all’area dell’informazione e della comunicazione o dello spettacolo, non sono poche le donne e gli uomini che fanno lo stesso mestiere o che si sono incontrati negli eventi che ruotano a questi rami professionali.
Una volta, a dicembre, un mio collega, Pino, mi disse: ”Francesca, è naturale che possano nascere amori e passioni tra colleghi perché si trascorre molto più tempo a contatto sul lavoro che in qualsiasi altro luogo, se poi si è corrisposti, è bellissimo e che ben venga”.
E col senno di poi, e con la riflessione che un collega per amore o che svolga un’attività affine effettivamente è l’unico che può veramente comprendere al meglio la dimensione lavorativa in cui si naviga e da quali ostacoli sono attraversati i percorsi. Sicuramente il dato oggettivo è che bazzicando per lo stesso ambito bastano meno parole per spiegare il proprio stato d’animo e per sostenersi a vicenda, magari nel migliore dei modi.

Questo post lo dedico a Capobecchino, per motivi che sa lui.

http://farm3.static.flickr.com/2419/2303530198_794dbae0d2.jpg

Sanremo 2008. E’ d’obbligo un post sull’argomento, che tiene banco in maniera accesa sui grandi titoli nazionali delle testate giornalistiche da più di una settimana.

Si è conclusa ieri sera la 58° edizione del festival sanremese della canzone made in Italy con un trittico che ha visto sul primo podio uno dei miei preferiti Giò Di Tonno e Lola Ponce ma ha piazzato nelle classifica dei vincitori anche la Anna Tatangelo (Il mio amico) e e Fabrizio Moro (Eppure mi hai cambiato la vita) che tranquillamente potevano stare ad un quarto e quinto posto mentre un Sergio Cammariere (L’amore non si spiega) ed un Eugenio Bennato (Grande Sud) avrebbero dovuto avere molta più giustizia, così come Mietta (Baciami adesso), Little Tony (Non finisce qui).
Bene per i Sonohra.
Fatto sta che a decidere il vero vincitore di questa kermesse sarà il mercato. Termometro di gradimento degli italiani il banco delle vendite e il download da internet.

Come ogni festival che si rispetti, le polemiche non sono mancate. Argomento principe il calo degli ascolti rispetto alle edizioni passate.
Tutti ce ne siamo accorti, almeno noi, da questa parti, e se non ce ne volevamo accorgere, ci sono stati i media che ce lo hanno sottolineato.

Pippo Baudo, si sa è un’istituzione della tv nazional popolare: maestro egregio di conduzione televisiva ma gli anni, credo che anche per lui, abbiano il loro peso. Non basta parrucchino, tintura e cerone per mantenersi lucidi, le cellule invecchiano, nolenti o volenti. Lo scatto di rabbia che ha avuto riguardo agli ascolti purché umano e legittimo ho trovato che sia stata una bella caduta di stile e un insulto ai telespettatori.

Dove sta scritto che solo perché c’è Sanremo (fiore all’occhiello della canzone italiana in tutto il mondo) gli italiani si debbano dimenticare la facoltà dello zapping oppure di preferire altro? E non parlo solo di scelte alternative a Rai Uno sulle quali soffermarsi ma anche di una cena, di una birra con amici, di un’uscita, una discoteca e perché no, magari di concentrarsi a far l’amore piuttosto che vedere la bellissima sfilata degli abiti di Armani, Ferrè, Gucci, Versace sulla Bianca Guaccero e sulla Andrea Osvart.
E non credo che sia un caso che in questo mondo fatto di guerre, odi, razzismi ed intolleranze e ‘monnezza’ di vario genere e qualità, proprio una canzone che parla di amore e passione sia volata sul podio dei vincitori assoluti.

La canzone portata dinanzi al giudizio insindacabile degli italiani ha vinto perché parla del sentimento di quando ci si innamora profondamente e si hanno ancora speranze e sogni da condividere assieme. Insomma, il vincitore assoluto è il popolo dei romanticoni e passionali nazional popolari (”vittime” del Colpo di Fulmine), espressione di voto di chi crede ancora nelle unioni tra uomo e donna e in un progetto di vita comune, o meglio in comune e da condividere e per cui costruire e lottare giorno per giorno.

Tra due belle vallette, che ho trovato genuine e fresche, rispetto ad una Anna Tatangelo che si permette di vestirsi, truccarsi, comportarsi e parlare da quarantenne a soli venti anni, un Piero Chiambretti decisamente brillante e l’originale idea della moltiplicazione dell’Elio delle Storie Tese negli Eli per il Dopo Festival insieme alla graziosa Lucilla, il palco dell’Ariston sarà ancora animato dalle ugole dei nostri compatrioti per la Domenica In di quest’oggi per poi calare il sipario sulla parentesi sanremese e prepararsi ad altro, magari con una conduzione meno jurassica e baudesca perchè fatto un Sanremo già si pensa a quel che verrà e sarà…nel 2009.

Per chi volesse ripercorrere alcune tappe del festival per flash, le vignette a tema di Mauro Biani offrono questa opportunità.
Grazie Mauro, grazie al tuo sense of humour.

da Repubblica.it
da Corriere.it