…del copia ed incolla…
22 febbraio 2008 , 13:41 di siskaceska

Saper essere padroni della penna significa giocare con l’inchiostro delle parole. Taluni di questo dono del cielo, riconosciuto come arte, ne fanno una ragione di vita e tale, spesso e volentieri, si tramuta anche in lavoro, anche se non è sempre detto che sia remunerato.
Una categoria che sta sempre lì a scrivere e ad elaborare pensieri, parole, opere e omissioni oltre che misfatti e misteri, a parte i romanzieri, sono i giornalisti, scrittori di cronaca e fatti di quotidianità e grigia routine, perchè tutto, prima o poi, nella storia della varia umanità, si ripete anche ciclicamente. In base a ciò può capitare che qualcosa scritto per dovere, mestiere, diritto di cronaca se lo si ritrovi scopiazzato senza modificare una sola goccia d’inchiostro e digitale e cartaceo con un bel ‘copia ed incolla’, nel momento meno impensato e quando ce lo si aspetta di meno.
E’ accaduto alla mia amica e collega Teresa, che proprio ieri mi raccontava una serie di episodi personali.
Frasi sue fedelmente riportate e copiate da conoscenti e non…
Non si tratta di diritto d’autore o di riscatto della fonte ma semplicemnte di una riflessione primaria sullo svolgimento dell’attività nel settore.
Quando si dice che i giornalisti (almeno taluni) son pigri non è una bugia, sappiatelo!
Insomma, perchè ingegnarsi a scrivere la stessa cosa con parole diverse quando si può risparmiare tempo ed energie con un bel “copia ed incolla”?
Occorre sottolineare che non è un peccato chissà quanto grande riportare le parole di un collega specialmente se ben scritte…semmai è onore solo che sarebbe bello accanto allo scopiazziamento leggere più spesso: “Come riportato da… a pagina n.X…etc etc”…
Son pensieri quotidiani, questi.














