…del telelavoro, il mio…
20 febbraio 2008 , 10:12 di siskaceska

Il bello del svegliarsi presto e di andare in edicola a fare rassegna stampa e di sfogliare le versioni on line dei quotidiani è che leggendo, a parte il gusto della conoscenza del sapere e del farsi una cultura generale, vi si può accompagnare anche la sorpresa della coscienza: apprendere di sè stessi quanto non si conoscesse prima, o meglio, prendere coscienza di sè stessi e della propria attività lavorativa.
A parte gli spazi in cui abito in rete, la mia attività consiste proprio nello scrivere.
IO SONO UNA CHE SCRIVE e scrive pure tanto e di diverso genere spaziando dal giornalistico al narrativo transitando per il poetico.
La mia attività, spesso nolente o volente, si svolge da una postazione insolita, la mia redazione, “casalinga”, il mio piccolo mondo da cui mi sposto grazie ai click di mouse in svariati e più lontani mondi alla ricerca di qualcosa che mi suggerisca essere un altro tassello da aggiungere al puzzle della mia vita.
Questa mattina, apprendo che tutto questo mio essere 2.0 e blogger, web-journalist, press officer-communication consultant (e i vari bla-bla-bla a seguire), principalmente si traduce in un’espressione monto più sintetica: e-worker da e-work.
I vantaggi, almeno per me, dell’essere un e-worker ci sono. Tra l’altro io adoro questo mio stile lavorativo ma c’è anche chi non si trova a suo agio e non la pensa così, dopo aver provato a lavorare in autonomia e da casa.
Su La Stampa.it due articoli ci raccontano il disappunto sull’evoluzione tecnologica del lavoro qui e qui
… e sulla rassegna stampa da non dimenticare il mio Tumblelog














