Sabato 10 Novembre per la prima volta in vita mia ho partecipato ad una manifestazione politica.
Per la prima volta ho marciato su Roma, al fianco degli amici Verdi.

Faccio una premessa. L’ambiente non ha colore politico e il partito dei Verdi, a mio avviso, non dovrebbe essere nè di destra e nè di sinistra perchè è trasversale a tutti gli uomini indipendentemente dalla “X” che si pone con la matita in cabina elettorale.

Ad ogni modo, a parte la bellissima giornata romana e la bellissima nonchè preziosa compagnia di Raffaella, posto qualche scatto come ricordo di un’esperienza molto piacevole e, sicuramente, da ripetersi.

© 2007 – photo by francescaferrara

gruppo arenella cartellonestriscioni e bandiereil palcomussi_ britti_pecoraroscanio

    Il Comunicato

    Concerti, spettacoli e dibattiti a venti anni dal referendum sul nucleare. I Verdi organizzano una grande manifestazione sabato 10 novembre dalle ore 16.00 in poi a Piazza Farnese a Roma per ricordare la scelta fatta dai cittadini italiani a larga maggioranza l’8 novembre del 1987.

    E’ previsto un pomeriggio di riflessione ma anche di divertimento con il concerto dei percussionisti del gruppo Bungtbangt e la performance del comico Simone Schettino. Interverranno rappresentanti del mondo politico, ambientalista ed economico, dell’associazionismo e dei comitati a ribadire la validità di quella scelta. Alle 17.00 interverrà Alfonso Pecoraro Scanio.

    “Il nucleare è pericoloso e costoso – ribadisce il Presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente – e oggi più che mai, di fronte all’offensiva delle lobby dell’atomo, occorre ricordare il valore di quella scelta. Chi si ostina a proporre il nucleare dimentica sempre di dire che non è ancora stato risolto il problema delle scorie e della sicurezza e che i costi sono enormi. Il futuro è nell’efficienza e nelle fonti sicure, pulite e rinnovabili. Se l’Italia non vuole perdere altro tempo prezioso deve innovare ed investire in questa direzione, altrimenti continueremo a pagare i costi di scelte energetiche sbagliate ed a rincorrere pericolose chimere atomiche”.

    In occasione del ventennale, Legambiente ha pubblicato un dossier. Scorie radioattive, sicurezza degli impianti e costi altissimi: ecco perché ancora oggi l’atomo non conviene, ricorda l’associazione. Elementi che ben spiegano come mai 8 italiani su 10 nel 1987 risposero NO.

    L’uscita dal nucleare è una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. “Pensare di tornare indietro sarebbe folle – obietta Legambiente. Se l’Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ‘96 e il ‘99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa”.

    E il sondaggio realizzato dai Verdi recentemente dice chiaramente che gli italiani, di tutti i colori politici, di costruire nuove centrali non ne vogliono proprio sapere.

    Sebbene l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell’opinione pubblica europea nettamente contraria.

    Secondo l’AIEA, il contributo dell’atomo al fabbisogno mondiale di energia elettrica scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo “ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare.

    A questo si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi veri necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare, che appunto tengono dentro tutti gli elementi appena citati e su cui ancora oggi non vi è risposta sicura e conveniente.

    Redazione
    7 novembre 2007

    fonte: I Verdi

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