Io esisto. Io sono, quindi scrivo, intervisto e dico la mia: Art. 21 Cost.
1 Maggio 2008 , 12:45 di siskaceska

Io sono una giornalista o almeno mi sento tale nel cuore e nell’animo.
Sapevo già, sempre nel mio cuore, che i media non avrebbero dato molto spazio al V2-Day di Beppe Grillo, soprattutto visto i precedenti del V-Day dell’8 Settembre 2007.
Per il diritto di cronaca avrebbero dedicato due righe che sono state scritte, qualche frazione di secondo è stata dedicata a video.
Da quanto mi è stato raccontato (non ho seguito molto causa lutto in famiglia) e da quel che ho potuto leggere e recuperare in giro, non c’è stata la risposta che avrei voluto ci fosse da parte delle testate giornalistiche cartacee, radio e tv.
Ad ogni modo, siccome Grillo, benché sia un comico, è un cittadino italiano che ha delle idee - e ritengo che lui e il suo staff faccia un uso ‘intelligente’ della rete (anche se non va preso per oro colato tutto ciò che dice) - e che lui espone un punto di vista che raccoglie molti consensi e in cui si riflette il pensiero di tantissimi cittadini italiani - anche se può essere discutibile per le modalità con cui esprime certi contenuti e cose o scrive i suoi comunicati e post politici e non (ci sono taluni passaggi che eviterei perché sono impostati alla Jucas Casella) - il dato di fatto è che l’Italia, per una maniera o nell’altra, è un paese inguaiato: sotto il profilo sociale, politico, economico e criminale.
Ora, io per la mia attività giornalistica dovrei sentirmi parte integrante della Casta dei giornalisti e quella dei Giornali, ma non mi ci sento.
Mi sento piuttosto una giovane donna dalla buona volontà di fare informazione e comunicazione in maniera corretta e che è per la Riforma dell’Ordine dei Giornalisti.
Nel mio piccolo, grazie alla rete, ho deciso di raccontare le opinioni di chi non è stato interpellato ma aveva tanto da dire a Grillo. Magari cercava un’occasione e un piccolo spazio: cinque minuti di ascolto.
Essendo stata una mia libera e personalissima iniziativa, ho rintracciato dieci giornalisti professionisti tra le mie conoscenze: li ho invitati a rispondere a cinque domande sull’argomento; solo cinque mi hanno restituito un feedback positivo.
Se avessi lavorato per una testata giornalistica avrei dedicato pagine e pagine intere all’argomento da almeno un mese in nome di una corretta informazione e comunicazione del contenuti relativi all’attività giornalistica, in nome di tutti i professionisti che svolgono la loro professione e professionalità applicando la carta dei diritti e doveri del giornalista e in nome di tutti coloro che hanno voglia di ascoltare le voci dal basso.
La forza delle idee degli intervistati è stata pubblicata sul blog CapriccioLetterario .
Leggete e riflettete. Confrontiamoci e Discutiamone il più possibile. La realtà, per quanto oggettiva, ha sfumature relativiste e non assolutiste.
Ciò che dice Beppe Grillo appartiene al macrocosmo dell’informazione e della comunicazione ma solo per grandissime linee, ma nel microcosmo e nel nanocosmo non c’è nessuna casta… o si tratta di un altro modo di interderla e viverla; anzi, semmai, ci può essere molto disappunto e malcontento perché la professione giornalistica non è ugualmente vissuta da tutti allo stesso modo e i privilegi non è detto che ce li abbiano tutti….e non è detto che a fine mese tutti ci arrivino vivendo di giornalismo…anzi…il precariato è una delle grandi piaghe del settore.
L’ultima riga di questo post è dedicata a Marco Travaglio, alle sue idee sull’ODG che sposo apertamente e come cittadina e come ‘giornalista’.
dal blog di Grillo







